Il secondo turno delle elezioni presidenziali in Colombia sarà uno scontro tra l’outsider di estrema destra Abelardo de la Espriella – che ha di fatto assorbito la quasi totalità dei voti che i sondaggi attribuivano alla sua rivale di destra, Paloma Valencia Laserna – e il senatore di sinistra Ivan Cepeda. Le votazioni del primo turno di oggi si sono svolte senza incidenti gravi, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza. E, quando ormai gli scrutini avevano superato il 90 per cento, de la Espriella ha un vantaggio – 44% contro 41% – di cirda tre punti su Cepeda. De la Espriella, meglio conosciuto come avvocato difensore di alto profilo, sta conducendo una campagna populistadi estrema destra,ispirata a Bukele in El Salvador e Milei in Argentina. Definendosi “la Tigre”, ha promesso repression e “pugno diferro” contro i criminali armati.
Breve ritratto – in attesa di più approfondite analisi – della “tigre” che ha eccellenti possibilità di vincere il prossimo 21 giugno, la corsa a due per la presidenza della Colombia
Abelardo vuole esser chiamato chiamiate “La Tigre”, soprannome che lui stesso si è dato durante la campagna elettorale. È un aperto ammiratore del presidente salvadoregno Nayib Bukele, di Javier Milei in Argentina e, naturalmente,di Donald Trump negli Stati Uniti.
È italo-colombiano, possiede passaporti in entrambi i paesi ed è famoso soprattutto come avvocato difensore di alto profilo. Ha difeso clienti controversi, tra cui l’ex presidente colombiano Alvaro Uribe, narcotrafficanti e – dettaglio curioso, ma non troppo, considerato che il danaro non ha colore – Alex Saab, considerato il “testaferro” di Nicolaás Maduroi. Saab è stato recentissimamente estradato negli Stati Uniti per accuse di riciclaggio di denaro legate al suo periodo come ministro in Venezuela.
Abelardo de la Esprella si è spesso – e con tutta la volgarità del caso -pubblicamente abbandonato a commenti misogini e omofobi, anche in interviste formali. E – sorpresa! -ama liquidare le critiche al suo comportamento come “woke”. Oppure -risorpresa! afferma che i critici non sanno cogliere la raffinatrezza del suo sense of humor.
È anche un uomo d’affari, Abelardo. E vanta, la titolarità di una linea di abbigliamento, d’una marca di rum, di un’azienda di distribuzione di caffè e d’una fondazione per aiutare i bambini poveri, anche se recenti resoconti dei media colombiani suggeriscono che tante mirino , nel più “peloso” dei modi, molto più al branding che ai profitti, dato poche delle sue attività vendono effettivamente qualcosa e ancor meno vanno a vantaggio gente bisognosa
Prima di iniziare a guadagnare slancio come personaggio pubblico divisivo, De la Espriella era un aperto sostenitore del gruppo paramilitare Forze Unite di Autodifesa della Colombia (AUC) gruppo responsabile de lla stragradnde maggioranza dei massacri e degli assassini che hanno infestato le campagne colombiane per almeno quattro decenni. Ed ha anche rappresentato il gruppo paramilitare in una campagna personale di pubbliche relazioni durante i negoziati di pace con il governo dell’ex presidente Álvaro Uribe tra il 2002 e il 2005. Più ancora: de la Espriella ha creato una fondazione per rappresentare gli interessi dei combattenti dell’AUC. Oltre a tentare di ripulire la loro immagine pubblica, si è anche espresso contro la loro possibile estradizione negli Stati Uniti per crimini commessi in Colombia.
Secondo i media colombiani, la fondazione, denominata FIPAZ, ha ricevuto più di 1,3 miliardi di pesos (350.000 dollari USA) dall’AUC.
Il programma della campagna di De la Espriella è stato carente di dettagli, ma promette politiche di sicurezza “a pugno di ferro” e programmi di austerità economica volti a ridurre il debito della Colombia e ad attrarre investimenti esteri. La sicurezza è diventata un tema predominante della campagna mentre il conflitto interno della Colombia continua senza sosta. Questa stagione elettorale ha portato anche ad attacchi contro operatori elettorali, senatori in carica e bombardamenti da parte di gruppi guerriglieri nel sud del paese.

