A porgersi questa domanda è – guardando al Venezuela – un lungo articolo di Lynda Kinstler, pubblicato dal New York Times Magazine. E piuttosto ovvie appaione, alla luce dei fatti, le ragioni di tale quesito. Dopo il blitz militare che, all’inizio dell’anno, ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro, gli Stati Uniti d’America stanno di fatto gestendo, con la supina mediazione di Delcy Rodríguez, vicepresidente subentrata a Maduro, l’economia e la politica del Paese. La domanda è: è questo un caso a sé o è il debutto di una nuova forma di colonialismo “a distanza” o, se preferite, di “smartcolonialism”? Le seconda risposta è quella che, all’autrice sembra – e con ben più d’una buona ragione – la più plausibile
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