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Saturday, April 20, 2024
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Taci, la Cina ti ascolta

Stando al Wall Street Journal, la Repubblica Popolare Cinese, avrebbe ottenuto dal governo di Cuba, dietro lauto compenso, il permesso di costruire una base di spionaggio nell’isola, giusto dove a suo tempo sorgeva, in quel di Lourdes, nei pressi dell’Avana un analogo impianto sovietico. Cuba smentisce rammentando il famoso incidente del Maine. Ovvero: come nel lontano 1998 l’esplosione – un auto-attentato secondo alcun i storici – di una corazzata USA nel porto dell’Avana, offrì agli Stati Uniti d’America la scusa che cercavano per intervenire militarmente. Ecco quel che scrive il Wall Street

WASHINGTON-Cina e Cuba hanno raggiunto, stando ad attendibili fonti, un accordo segreto per la costruzione di un impianto di intercettazione elettronica sull’isola, in una nuova e sfacciata sfida geopolitica di Pechino agli Stati Uniti.

Un impianto di intercettazione a Cuba, circa 100 miglia dalla Florida, permetterebbe ai servizi segreti cinesi di raccogliere le comunicazioni elettroniche in tutto il sud-est degli Stati Uniti, dove si trovano molte basi militari, e monitorare il traffico navale. Funzionari bene informati hanno rivelato come la Cina abbia accettato di pagare Cuba in contanti diversi miliardi di dollari per consentirle di costruire la stazione di intercettazione e che i due paesi già avevano, per questo, raggiunto un accordo di principio.

La rivelazione circa il sito previsto ha scatenato l’allarme all’interno dell’amministrazione Biden a causa della vicinanza di Cuba agli Stati Uniti. Washington considera Pechino il suo principale rivale economico e militare. Una base cinese con avanzate capacità militari e di intelligence nel cortile degli Stati Uniti potrebbe essere una nuova minaccia senza precedenti….

Leggi l’intero articolo, in inglese, sul Wall Street Journal

Clicca qui per leggere la risposta del governo Cuba (in italiano su “A Cuba nel frattempo…”, tradotto dal Granma)

Hysteria Won’t Help the U.S. Counter China’s Spy Base in Cuba – un commento (in inglese) di World Policy Review

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