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Monday, March 4, 2024
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Henry & Augusto: fu vero amore

Henry Kissinger, forse il più rappresentativo tra i personaggi che, negli anni della Guerra Fredda, hanno marcato tempi e modi della politica estera Usa, ha giorni fa raggiunto i 100 anni di vita. E Gli Archivi Nazionali degli Stati Uniti hanno – probabilmente in modo involontario provveduto a celebrare l’evento “declassificando” documenti che inequivocabilmente rammentano quello che sicuramente fu tra i più significativi momenti della sua carriera, prima come Consigliere per la Sicurezza Nazionale e poi come Segretario di Stato, durante la presidenza di Richard Nixon: la sua love story con Augusto Pinochet, l’uomo che, nel sangue, chiuse l’esperienza del governo democratico e socialista di Salvador Allende. Nulla che già non si sapesse. Con però l’aggiunta di dettagli che ancor meglio definiscono quella che fu, ai tempi, una turpe storia d’amore. Ed una permanente vergogna. Ecco quel che Antonia Laborde scrive in proposito su El Pais di Madrid...

Questo sabato Henry Alfred Kissinger compie 100 anni. In occasione della sua nascita, l’Archivio della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha pubblicato una selezione di documenti declassificati che rivelano “il lato più oscuro” del potente segretario di Stato americano (1973-1977), e in precedenza consigliere della Sicurezza Nazionale (1969-1975), durante i mandati dei repubblicani Richard Nixon e Gerald Ford. Una delle questioni su cui la pubblicazione di documenti è particolarmente importante è il ruolo svolto da Kissinger nella strategia di ostilità e pressione per favorire il rovesciamento del governo socialista di Salvador Allende. Anche, nel sostegno americano per consolidare la dittatura militare di Augusto Pinochet in Cile (1973-1990). Nella trascrizione di una riunione privata tenuta a Santiago nel 1976, l’americano, i cui consiglieri gli avevano raccomandato di essere critico nei confronti del dittatore per le violazioni dei diritti umani, gli diede una spinta: “Vogliamo aiutarlo, non danneggiarlo”.

“Simpatizziamo con quello che state cercando di fare qui”, afferma Kissinger in rappresentanza del governo Nixon, “lei ha reso un grande servizio all’Occidente rovesciando Allende”. E aggiunge la sua visione personale: “La mia valutazione è che lei è vittima di tutti i gruppi di sinistra del mondo e che il suo più grande peccato è stato rovesciare un governo che stava diventando comunista”. L’incontro a Santiago ha avuto luogo  mentre si stava svolgendo l’Assemblea Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) nella capitale cilena. Il segretario di Stato fa sapere a Pinochet che ha ritardato il suo discorso di quel giorno per avvertirlo in anticipo di come nel suo intervento avrebbe, brevemente, fatto accenno alla relazione elaborata dalla Commissione dei Diritti Umani dell’OSA sulla situazione nel paese sudamericano. Kissinger si scusa per questo con Pinochet, dicendogli che questo deve fare per evitare che il Congresso americano, dove ci sono “problemi” per la questione dei diritti umani, approvi sanzioni contro il Cile. “Volevo che capisse la mia posizione. Vogliamo trattare con persuasione morale, non con sanzioni legali”, dice Kissinger a Pinochet.

Quel gran rompiballe di Letelier…

Durante la conversazione, Kissinger sommessamente dice al dittatore che sarebbe stato “di grande aiuto” se annunciasse le misure che stanno adottando in materia di diritti umani. La prima risposta di Pinochet sulla questione fu: “[Il paese sta] Tornando all’istituzionalizzazione passo dopo passo. Ma siamo costantemente attaccati dai democristiani. Hanno una voce forte a Washington. Non al Pentagono, ma arrivano al Congresso. [Il diplomatico Gabriel] Valdés ha accesso. Anche [l’ex cancelliere di Allende, Orlando] Letelier”.

Nel settembre dello stesso anno, Letelier fu ucciso a Washington in un attentato con una bomba attaccata alla sua auto. Le autorità statunitensi hanno impiegato anni per riconoscere che Pinochet ne ha ordinato la morte; il primo atto terroristico sponsorizzato da un governo straniero nella capitale degli Stati Uniti. Per placare l’apprensione del dittatore sui democristiani, il segretario di Stato gli assicurò che non stavano influenzando l’esecutivo e che dal 1969 non ne aveva visto nessuno a Washington. “Voglio vedere le nostre relazioni e amicizia migliorare. Ho incoraggiato l’OSA ad avere qui [a Santiago] la sua Assemblea Generale. Sapevo che questo avrebbe aggiunto prestigio al Cile. Sono venuto per questo”, ammette Kissinger.

Nell’incontro a Santiago, Kissinger ha anche raccomandato a Pinochet che gli annunci in materia di diritti umani che potrebbe usare per ottenere un certo reddito politico passassero per assicurare le garanzie costituzionali, divulgare il numero di prigionieri in Cile e confermare il diritto di habeas corpus (che consente ai detenuti di essere condotti immediatamente davanti a un giudice se richiesto). Inoltre, ha consigliato di comunicarle come un pacchetto di azione politica al fine di ottenere un “migliore impatto psicologico”….

Leggi l’intero articolo, in spagnolo, in El País di Madrid

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