Chi ha detto che Donald Trump è un bugiardo? Giusto ieri, in uno dei suoi comizi elettorali in vista delle ormai imminentissime elezioni di mezzo termine, il presidente Usa ha dato – di certo non volontariamente, ma sicuramente ha dato – una mirabile prova di sincerità che, per il suo inequivocabile nitore, trova pochissimi altri riscontri nel torbido modo della politica. Posto di fronte al problema del caro-energia – notoriamente provocato in massima parte dalla sua guerra contro l’Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz – Donald Trum ha sostanzialmente ripetuto, con una alzata di spalle, la stessa celeberrima battuta che, in “Via col Vento”, Clarke Gable-Reth Butler sbatte in faccia a Vivien Leigh-Scarlett O’Hara nel momento dell’addio: “Frankly my dear, I don’y give a damn”, francamente cara, me ne frega niente.
Perché non gliene frega niente? Perché, ha risposto Trump, grazie all’aumento dei prezzi “we are making a freaking ffortune” . Noi – vale a dire lui e le compagnie petrolifere che alimentano a suon di milioni i suoi “Superpack” – stiamo facendo un sacco di soldi. Altro che menzogna. L’Ammiistrazione Trump è ormai giunta, con assoluta sincerità, ben oltre i confini della semplice corruzione, intesa come sistema di governo (qualcuno l’ha definita “cleptocracy on steroids”. .
Ecco un riassuno in italiano quel che scrive in proposito, nella sua news letter su Substack, il premio dell’Economia, Paul Krugman.
Se martedì prossimo i repubblicani imploderanno come suggeriscono gli attuali sondaggi, ci saranno due ragioni principali. L prima è l’epica corruzione di Trump, che finalmente sembra prendere piede come questione elettorale, seconda solo al costo della vita. L’altra è l’impennata dei prezzi dell’energia, una delle principali cause dell’inflazione complessiva ,particolarmente visibile perché impietosamente rivelata su grandi cartelli davanti a ogni stazione di servizio del Paese. La cosa è altamente ironica, considerate le promesse di Trump di tagliare quei prezzi erano un tema chiave della sua campagna del 2024. Queste promesse erano esplicite: Trump ha citato numeri e date, affermando che avrebbe dimezzato i prezzi dell’energia entro 12 mesi.
Disastrosamente per Trump e i repubblicani, è successo il contrario, con i prezzi della benzina e soprattutto del gasolio in forte aumento, principalmente a causa della catastrofica guerra di Trump con l’Iran. Una misura dei prezzi dell’energia….
…..Questi prezzi sono più o meno tornati al picco dell’era Biden e molto al di sopra dei prezzi ereditati da Trump quando è entrato in carica. Con una differenza: Biden non era responsabile di quella temporanea impennata dei prezzi, causata principalmente dalle interruzioni della catena di approvvigionamento post-Covid. Trump, invece, ha quasi tutta la responsabilità degli attuali prezzi elevati: la guerra da lui voluta ha interrotto il flusso di petrolio, sia greggio che soprattutto raffinato, fuori dal Golfo Persico. (Anche gli attacchi dell’Ucraina alle raffinerie russe stanno contribuendo, ma gli ucraini stanno solo facendo ciò che devono e Trump, che di fatto sostiene la Russia, non ha titolo per lamentarsi.)
Il costo per i consumatori americani dell’impennata dei costi energetici causata da Trump è notevolmente elevato. Gli Stati Uniti consumano circa 7,5 miliardi di barili di prodotti petroliferi all’anno. Come si può vedere dal grafico sopra, la guerra di Trump ha fatto aumentare il prezzo di questi prodotti di circa 75 dollari al barile. Questa guerra costa quindi ai consumatori statunitensi circa 560 miliardi di dollari all’anno, una cifra considerevole anche in un’economia da 30 trilioni di dollari.
Ma Trump afferma di non preoccuparsene: Il settore petrolifero e del gas degli Stati Uniti sta guadagnando centinaia di miliardi di dollari. Non me ne frega niente, lo dico io: noi stiamo facendo una fortuna incredibile.
La risposta ovvia è: cosa intendi con “noi”, uomo bianco?
È vero che le compagnie petrolifere e del gas stanno guadagnando molti soldi grazie alle conseguenze del disastro iraniano e i prezzi delle azioni delle compagnie petrolifere sono saliti alle stelle. Ma questo non fa nulla per gli americani comuni che non sono grandi investitori nelle azioni delle compagnie petrolifere, come i lavoratori che pagano di più per i loro spostamenti quotidiani e gli agricoltori che hanno bisogno di diesel per i loro trattori.
Quindi, quando Trump dice “Stiamo facendo una fortuna incredibile”, in realtà intende dire che le sue politiche stanno sottraendo più di mezzo trilione di dollari all’anno dalle tasche dei comuni cittadini americani e li stanno dando all’industria petrolifera (che ha donato l’88 percento dei suoi contributi per la campagna elettorale del 2024 ai repubblicani) Qualcuno potrebbe considerarlo una cosa negativa, ma secondo lui “non gliene frega niente”
Qualcuno è in grado di ricordarmi per quale ragione Trump viene definito “populista”?
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