Confidencial, storica pubblicazione nicaraguense, ha intervistato, dopo il raid armato che ha portato alla cattura ed all’arresto di Nicolás Maduro in Venezuela, lo scrittore Sergio Ramírez, già vicepresidente del Nicaragua nei primi anni della rivoluzione sandinista. Ed oggi esiliato e privato della nazionalità da Daniel Ortega. Ovvero: da quello che, negli anni eroici del dopo-Somoza, era stato il primo presidente della nuova democrazia sandinista.
Questa intervista con Sergio Ramirez, esiliato in Spagna, espulso dal suo paese, il Nicaragua, che aveva a suo tempo governato come vicepresidente quando la rivoluzione sandinista era ancora fonte di grandi speranze, contiene molto più di una dichiarazione su ciò che è appena accaduto in Venezuela. L’intervento armato di Donald Trump in Venezuela porta Ramirez, scrittore e giornalista, a pensare al proprio paese ed alle vicende che hanno creato lontani di esiliati nicaraguensi in tutto il mondo. Ora forse si apre la porta del luogo del quale egli fu liberatore e dal quale è stato esiliato e privato della nazionalità
Cosa ti è venuto in mente quando hai saputo quello che stava succedendo in Venezuela?
L’invasione di Panama per arrestare (Manuel Antonio) Noriega nel 1989, un gangster diventato dittatore, agente dell’intelligence cubana e allo stesso tempo della CIA. Solo che quella volta fu giurato presidente Guillermo Andara, che aveva vinto le elezioni che Noriega gliele aveva rubate. Ora no, Edmundo Gonzalez, che ha vinto in modo schiacciante contro Maduro, è stato messo fuori dal quadro da Trump.
Quali conseguenze pensi che avrà tutto questo in futuro?
La prima è che le forze democratiche di opposizione a una dittatura, siano esse di destra o di sinistra, non dovrebbero affidarsi agli interventi militari stranieri come strumenti democratici di cambiamento. Sotto la nuova dottrina Trump, quello che si vede è che ci sarà comprensione da parte degli Stati Uniti con gli apparati di potere stabiliti, una volta fuori il dittatore. È quello che dobbiamo aspettarci in Nicaragua e a Cuba. Estromettono Ortega e sua moglie, e Díaz Canel, e lasciano i loro aiutanti, come in Venezuela stanno lasciando Delcy Rodríguez. È una concezione imperiale della stabilità. Non rischiare esperimenti con le forze democratiche..
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