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La banalità del fascismo

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TOPSHOT - Richard Barnett, a supporter of US President Donald Trump sits inside the office of US Speaker of the House Nancy Pelosi as he protest inside the US Capitol in Washington, DC, January 6, 2021. - Demonstrators breeched security and entered the Capitol as Congress debated the a 2020 presidential election Electoral Vote Certification. (Photo by SAUL LOEB / AFP) (Photo by SAUL LOEB/AFP via Getty Images)

In un articolo per Foreign Affairs, Cynthia Miller-Idriss, direttrice del gruppo di ricerca Polarization and Extremism Research, affronta il più immediato e grave dei problemi rivelati dall’assalto al Congresso dello scorso 6 gennaio: la “normalizzazione” dell’estremismo di destra negli Stati Uniti. O, più esattamente: il fatto che correnti politiche un tempo estreme – come il suprematismo bianco, il razzismo, l’estremismo religioso, l’intolleranza e l’antidemocrazia – sono divenute parte integrante e prevalente del modo d’essere del Partito Repubblicano. Ecco quel che propone Cynthia Miller-Idriss per curare il cancro che minaccia la stessa esistenza della democrazia Usa:

Nei mesi che hanno preceduto e seguito le elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel 2020, milioni di americani sono stati investiti da una marea di disinformazione online, prima fra tutte la diffusa falsità che una massiccia frode elettorale aveva permesso a Joe Biden di rubare quella che, legittimamente, era stata una vittoria di Donald Trump. Il 6 gennaio 2021, le conseguenze reali di questo inganno e delirio divennero evidenti, quando migliaia di rivoltosi pro-Trump lanciarono un assalto violento al U.S. Capitol, con l’intenzione di bloccare la certificazione della vittoria di Biden.

L’assedio rifletteva due importanti tendenze che continueranno a plasmare la politica americana nei prossimi anni. Il primo è il mainstreaming dell’estremismo di destra. La maggior parte dei rivoltosi erano fino ad allora comuni americani che avevano solo recentemente abbracciato idee radicali. I loro percorsi verso la violenza politica non coinvolgevano un’ideologia chiaramente definita o un’affiliazione con particolari gruppi, ma erano invece modellati da una campagna di propaganda che inghiottiva l’intero spettro della politica di destra: dai funzionari eletti repubblicani, commentatori conservatori di primo piano, e importanti organi di informazione di tendenza conservatrice di nuovi influencer sui social media, organizzazioni radicali minori, e un gruppo fiorente di imprese di nicchia nei media di estrema destra.

Anche prima dell’ascesa di Trump, queste forze avevano, per anni, guadagnato forza a causa in parte della cosiddetta guerra al terrorismo. Come ho scritto l’anno scorso su Foreign Affairs, l’era post-9/11 è stata un terreno fertile per l’estrema destra, quando le forze dell’ordine e i servizi segreti si sono concentrati quasi esclusivamente sulla minaccia jihadista, e la paura dei terroristi musulmani ha giocato nelle mani degli xenofobi, suprematisti bianchi e nazionalisti cristiani. Trump ha approfittato di questi sviluppi nella sua campagna del 2016, e nel momento in cui è entrato in carica, le idee che erano state a lungo relegate ai margini della società americana stavano rapidamente diventando centrale per l’ecosistema politico del paese….

Leggi il resto dell’articolo, in inglese, su Foreign Affairs…

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