A rivolgersi questa domanda è, in un op-ed pubblicato dal Washington Post, un vecchio ed impenitente falco neo-con, il ben noto Eliott Abrams, già protagonista dello scandalo Iran-contra, nella seconda metà degli anni ’80, e già consigliere speciale per l’America Latina durante il primo mandato di Donald Trump. La democrazia di cui Abrams non vede traccia è quella della quale, in effetti, neppure l’ombra si intravvede nella – puramente neocoloniale – strategia venezuelana di Donald Trump, rapidamente trasfiguratasi, all’ombra d’una sempre più sfacciata spartizione delle ricchezze petrolifere del Venezuela, in una paradossale, ma a suo modo del tutto logica, love story con il regime chavista.
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