Sul quotidiano argentino Pagina 12, Guido Vassallo affronta il tema delle prossime elezioni presidenziali in Colombia. E constata come mai prima d’ora, con la candidatura di Gustavo Petro, ex guerrigliero del M-19 ed ex sindaco di Bogotà, la sinistra sia stata tanto vicina ad una vittoria. Ecco quel che scrive Vassallo:
Ivan Duque, uno dei presidenti più impopolari nella storia della Colombia, ha chiuso un 2021 segnato da un preoccupante aumento della povertà, da una feroce repressione poliziesca delle proteste del “Paro Nacional” e da quasi cento massacri in tutto il territorio. In questo contesto i colombiani dovranno andare alle urne: ci saranno elezioni legislative il 13 marzo prossimo e presidenziali il 29 maggio. L’ex sindaco di Bogotà e precandidato presidente, Gustavo Petro, guida finora i sondaggi e diventa la più grande speranza per uscire dalla crisi sulla via del progressismo. “Mai prima d’ora la sinistra colombiana ha avuto una situazione migliore di quella attuale per arrivare alla presidenza. Stiamo parlando di un paese fortemente conservatore nella sua cultura politica e che per decenni ha tenuto prigioniera la democrazia a favore delle élite politiche”, ha fatto notare Pagina/12 il professore di Geografia politica dell’Università Complutense di Madrid, Jerónimo Rios Sierra.
I sondaggi presidenziali collocano come ampio favorito Petro, membro della coalizione di sinistra Patto Storico, già sindaco di Bogotà tra il 2012 e il 2015. “La presidenza, quasi certamente, uscirà dalla contesa tra il Patto Storico Nazionale e la Coalizione Centro Esperanza (che porta l’ex sindaco di Medellín Sergio Fajardo come uno dei suoi principali precandidati). Le posizioni più a destra incontrano serie difficoltà a concorrere come reale alternativa. L’uribismo è nei suoi rantoli e, alla scarsa popolarità di Uribe e di Duque, bisogna aggiungere un discorso così belligerante quanto anacronistico per i bisogni che reclama la società colombiana”, ha sostenuto Rios Sierra….