Il Salvador di Bukele: un paese-prigione

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Nayib Bukele deve la sua popolarità – una popolarità che va molto oltre i confini del “pulgarcito de America” e che ispira un po’ ovunque aspiranti dittatori – al fatto che è riuscito a drasticamente diminuire la criminalità e la violenza nel paese che governa. Prezzo dell’operazione: la trasformazione di El Salvador in un “paese-prigione”. Una strategia che, efficacissima a livello locale e nel breve periodo, potrebbe alla lunga rivelarsi catastrofica, non solo per la democrazia (già ampiamente deturpata da Bukele), ma anche nella stessa lotta al crimine. Come spiega Gustavo Flores-Macías in questo articolo pubblicato da Foreign Affairs.

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