“L’ultima volta che Mirna Urías ha visto suo figlio Merlon, che aveva 18 anni, indossava dei pantaloncini neri e una camicia marrone. Era la notte del 30 marzo 2022. Ricorda di averlo visto inginocchiato insieme a tre amici, mentre un gruppo di poliziotti li custodiva con armi lunghe. Merlon non era ammanettato, ma piangeva con le mani all’indietro, stringendosi le dita. In lontananza, sua madre gli gridava: “Figliolo, non preoccuparti, noi dimostreremo che sei innocente”. Poi, gli agenti lo portarono all’interno della stazione di polizia e non lo vide mai più…”
Prima o poi doveva succedere. Anche il Salvador di Najib Bukele, il dittatorello più “cool” dell’America Latina, ha oggi le sue “madri della Plaza de MayoCosì comincia, su El País di Madrid, il reportage di Bryan Avelar, dedicato ai “desaparecidos” di Bukele ed al crescere della protesta contro le (sempre più numerose detenzioni arbitrarie nel lager chiamato CECOT.
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