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Friday, September 25, 2026
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María Corina: vengo anch’io, no tu no

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La leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado ha tentato tre volte nelle ultime 24 ore di tornare a casa ma non è riuscita a completare il viaggio.

Machado ha cercato di viaggiare da Panama al Venezuela attraverso rotte diverse, secondo una persona a conoscenza diretta dei suoi piani. I tentativi sono avvenuti mentre la presidente ad interim Delcy Rodríguez visitava New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

I tentativi messi in atto da Corina prevedevano tanto viaggi via mare quanto  voli verso le isole caraibiche di Aruba e Curaçao per poi proseguire, di nuovo via mare con, presumibilmente, Caracas come meta finale. Il quotidiano colombiano NTN24 ha segnalato per la prima volta i tentativi la mattina di martedì 22 settembre.

Questi tre successivi fallimenti sottolineano gli ostacoli che Maria Corina deve affrontare mentre cerca un ruolo nella transizione politica sostenuta – all’ínsegna del petrolio ed in ovvia chiave neocoloniale – dagli Stati Uniti dopo la cattura di Nicolás Maduro a gennaio. Ed evidenziano anche i percorsi divergenti di Machado e Rodríguez mentre Washington approfondisce il suo impegno con il presidente ad interim mantenendo le distanze dal leader dell’opposizione.

I sempre più amichevoli legami degli Stati Uniti con Rodríguez – una vera e propria love story, molti l’hanno battezzata – stanno mettendo alla prova anche il loro impegno dichiarato per una transizione democratica in Venezuela. Rodríguez ha incontrato Trump martedì a margine dell’incontro delle Nazioni Unite, secondo un funzionario della Casa Bianca. Erano presenti anche il Segretario di Stato Marco Rubio e il Segretario al Tesoro Scott Bessent. L’incontro è il segno più visibile finora del riavvicinamento tra Washington e Caracas. Trump ha riconosciuto l’autorità di Rodríguez, allentato le sanzioni e approfondito i legami economici con il suo governo, più di recente attraverso un accordo petrolifero che lo stesso Trump ha qualificato come una presa di possesso del ‘’bottino’’

Quale ‘’bottino’’? Nel suo discorso alle Nazioni Unite, Trump lo ha spiegato brutalmente spiegato, dopo aver  sottolineato la cooperazione della sua amministrazione con il governo di Rodríguez e, senza mezzi termini, presentato l’accordo sul petrolio come una ricompensa per il raid statunitense su Caracas che ha portato alla cattura di Maduro. “Al vincitore appartiene il bottino”, ha infatti detto Trump. E la democrazia? Non risulta che il temma abbia avuto spazio alcuno negli amorevoli colloqui tra il presidente USA e Delcy Rodríguez.

La figlia di Machado, Ana Corina Sosa, ha dichiarato martedì che sua madre stava attivamente cercando di tornare, ma ha riconosciuto che il processo era complicato.

“In questo momento sta cercando di tornare”, ha detto Sosa a NTN24 a New York, aggiungendo che c’erano “molte forze” coinvolte e che tornare non era così semplice come salire su un aereo. Sosa ha parlato dopo aver ritirato il Concordia Leadership Award 2026 a nome di sua madre a New York. Machado ha partecipato virtualmente alla cerimonia e si prevede che affronterà la questione nelle prossime ore.

Machado ha già tentato in passato, senza successo, di rientrare, Lo ha fatto anche a giugno, quando il suo aereo è stato costretto a deviare. In un’intervista al Wall Street Journal pubblicata la scorsa settimana, ha affermato di essere pronta a partire in qualsiasi momento e di poter entrare in Venezuela via terra, mare o aria. Non sembra tuttavia che questo ‘’qualunque momento’’ sia imminente.

Non è chiaro se gli ultimi tentativi siano stati coordinati con Washington (pare di no) o se Machado avesse ricevuto garanzie di sicurezza. Trump ha dichiarato di non essere contrario al suo ritorno in Venezuela. Ma si è perentoriamente negato a definire una data o a precisare quale ruolo spetterebbe a Machado all’interno d’una transizione che pare sempre più destinata a preservare la sostanza del regime chavista.

Delcy sugli schudi

Sull’altra sponda – quella della presidente ad interim del Venezuela – l’incontro tra Rodríguez e Trump segna un’inversione di tendenza notevole per l’ex vicepresidente di Maduro, rimosso dall’elenco delle sanzioni del Tesoro statunitense il 1° aprile. Maduro rimane in custodia federale a New York e deve rispondere delle accuse di narcoterrorismo e traffico di droga degli Stati Uniti. Rodríguez è arrivato a New York lunedì, diventando il primo leader venezuelano a partecipare di persona all’Assemblea generale delle Nazioni Unite dai tempi di Maduro nel 2018. Ha incontrato il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e i rappresentanti del Fondo monetario internazionale, della Banca mondiale e della Banca interamericana di sviluppo mentre il suo governo cerca di ricostruire i legami con le istituzioni finanziarie internazionali. La sua visita e l’incontro con Trump hanno suscitato l’opposizione di alcuni venezuelani, con proteste indette a New York e Caracas.

Un eventuale ritorno di Machado aggiungerebbe un’ulteriore complicazione alla transizione politica così come Trump – ovvero, il vincitore che si sta appropriando del bottino – sembra alla prova dei fatti desiderare. Alla Machado è stato infatti impedito di partecipare alle elezioni presidenziali del 2024 e il suo sostituto è stato successivamente privato della vittoria in un voto sfacciatamente fraudolento. Mentre la stessa Machado è stata bloccata, il governo di Rodríguez ha però permesso a politici, attivisti e giornalisti che hanno trascorso anni in esilio di tornare, compresi alcuni dei più stretti alleati di Machado.

Machado si è nascosta dopo le elezioni, affermando di temere per la sua vita poiché il governo di Maduro aveva, come ormai d’abitudine, preso di mira i leader dell’opposizione. Corina ha poi lasciato il Venezuela alla fine dell’anno scorso in un’operazione clandestina  e successivamente ha incontrato Trump e altri alti funzionari statunitensi a Washington, dove, in una umiliante cerimonia, ha ossequiosamente ‘’offerto?? Il Premio Nobel per la Pace da lei vinto ad Oslo, al presidente Trump  Dopodiché si è recata a Panama dove tuttora si trova.

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