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Wednesday, December 8, 2021
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Fu Colombo un genocida?

Son tempi duri, ovunque, per i monumenti. E, in generale, è un bene che così sia, perché molto salutare è, alla luce della verità storica, rivedere vicende e miti basati su una eroica e quasi sempre falsa visione del proprio passato (anche se molto meglio sarebbe – nella maggior parte dei casi – lasciare che siano i piccioni a svolgere, con il massimo di naturalezza e senza drammi, il necessario lavoro disaccrazione. Durissimi poi sono – e non da oggi – i tempi per Cristoforo Colombo, per secoli osannato (e “monumentato”) come lo “scopritore d’America.

Giusto qualche giorno fa, in quel di Los Angeles, le autorità cittadine hanno deciso di abbattere una delle sue statue eretta in un parco del centro della città in tempi relativamente recenti (1973). Il tutto sulla base di una terribile accusa: quella d’esser stato un “genocida”. Che la cosiddetta “scoperta dell’America” e la seguente “Conquista” abbiano rappresentato una immensa tragedia per le popolazioni che quelle terre popolavano prima dell’arrivo di Colombo e soci, non v’è dubbio alcuno. Ed ancor più certo che ben poco di “eroico” vi sia stato nelle imprese – pur a loro modo straordinarie – dei conquistadores. Ma è davvero corretta, se rivolta al tanto svillaneggiato navigatore genovese, l’accusa di genocidio? A questa domanda cerca di rispondere, in un articolo per El País di Madrid, Manuel Morales.

Ecco quel che scrive:

 La città di Los Angeles ha la sua origine e il suo nome in un passato spagnolo. La fondò, il 4 settembre 1781, un governatore andaluso, Felipe de Neve. A quel punto, il marinaio genovese Cristoforo Colombo era morto da 275 anni. Il consigliere Angelino Mitch O’Farrell guida il movimento che vuole dimostrare che l’uomo arrivato in America credendo che fossero le Indie era un genocida. Sabato scorso è stato l’artefice della rimozione di una statua a grandezza naturale del conquistatore in un parco del centro città che era stata installata nel 1973. Allora era, quella statua, l’orgoglioso regalo da un’associazione di italiani del sud della California. Oggi è una “macchia della storia”. Ma è davvero, questo antico navigatore, colpevole del “più grande genocidio della storia, come proclamato da O’Farrell di fronte a una piccola folla, mentre discendenti di indiani gridavano di gioia e suonavano i loro tamburi?

La maggior parte degli storici consultati nega categoricamente che Cristoforo Colombo possa essere definito genocida. “È una figura che finora non è stata contestata grazie ai suoi successi nella navigazione, per aver colonizzato un nuovo spazio e perché ha comportato una globalizzazione”, dice Carlos Martínez Shaw, professore emerito di Storia Moderna dell’Università Nazionale di Educazione a Distanza (UNED) e membro della Reale Accademia di Storia. “Tuttavia, c’è anche un lato oscuro, perché le motivazioni principali di quel processo riguardavano più il desiderio di trovare oro e spezie. I conquistatori trovarono popolazioni che, a volte, distrussero la loro vita e la loro cultura, e ci furono scontri con coloro che avevano il diritto di difendersi da intrusi”. Tuttavia, non si può parlare di genocidio, perché “non c’è stato il desiderio di sterminare una razza, tra l’altro perché erano necessari come manodopera”, una questione che anche Pablo Emilio Pérez-Mallaina, professore di Storia d’America all’Università di Siviglia e specialista nella colonizzazione americana.

Proprio dal lato americano, Steve Hackel, professore di Storia dell’Università della California, sostiene le rivendicazioni indigene, ma il ritiro della statua genera “dubbi importanti, perché è stato fatto quasi in segreto e senza dibattito”. Per Hackel, Colombo era “una persona molto controversa. Non ha proposto né praticato il genocidio dei nativi, ma può essere condannato per aver schiavizzato centinaia di indiani. In ogni caso, non possiamo biasimarlo per le pratiche di coloro che hanno seguito le sue orme”. Per il colombiano Mario Jursich, editore e scrittore, “è ben documentato che Colombo non ha guidato alcun genocidio. Coloro che hanno commesso atti di vandalismo e atrocità contro gli indigeni americani sono quelli che sono venuti dopo di lui, i colonizzatori”…….

Leggi l’intero articolo, in spagnolo, su El País

Da leggere, sempre sul El Pais, anche questo articolo di SElena Millares:

Ni gesta, ni genocidio

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