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	<description>Le due Americhe, cronache, fatti e misfatti</description>
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		<title>Crucigolpe</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 19:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Miguel Ángel Pérez Pirela, anchorman del programma “Cayendo y Corriendo” de Venezuelana de Televisión, non lo sa. Ma è, indiscutibilmente, un grande comico. Forse il più grande tra i molti comici –tutti involontari, ma non per questo meno esilaranti – prodotti in questi anni dalla tragicommedia chavista in Venezuela. Solo qualche settimana fa – in coincidenza con l’ultimo viaggio a Cuba del comandante – <a href="http://2americhe.com/?p=1239" target="_blank"><strong>proprio a lui era toccato iniziare, con grotteschi, il processo di (auto)beatificazione  di Hugo Chávez</strong></a>. Ed ecco che ora, leggendo i cruciverba pubblicati dal quotidiano Últimas Noticias, argutamente scopre (e riscopre visto che i cruciverba sono due) i piani di un complotto armato contro il governo.</p>
<p>Miguel Ángel Pérez Pirela – ripetutamente lodato da Hugo Chávez attraverso Twitter – fa indiscutibilmente ridere ogni persona sana di mente. Quello che invece fa decisamente piangere e che, in seguito alle sue denunce, la redazione di Últimas Noticias sia stata perquisita, in cerca di prove, dagli agenti del Sebin, i servizi di sicurezza venezuelani.</p>
<p>Ma lasciamo la parola all’irrestibile Pérez Pirela. Ecco quel che dice in due successive puntate del suo “Cayendo y Corriendo”. Vedere per credere.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=WNiH0hSFnCs" target="_blank"><strong>primo complotto</strong></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=ACr8wRi5PAU" target="_blank"><strong>secondo complotto</strong></a></p>
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		<title>Un dibattito scollato</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo confronto televisivo tra i quattro aspiranti alla presidenza del Messico ha confermato l’assai tiepido entusiasmo col quale la pubblica opinione segue una contesa il cui finale sembra al momento scontato. A vincere sarà, stando ai sondaggi, Enrique Peña Nieto, giovane e non esattamente carismatico candidato di un partito, il Pri, che rappresenta il passato. Attaccato dagli altri tre contendenti, Peña Nieto si è difeso in modo abbastanza balbettante, ma la sua mediocrissima performance televisiva non sembra avere alterato il suo vantaggio sui rivali e le sue molto solide chance di vittoria finale. Il Messico sembra rassegnato – dopo 12 anni di predominio della destra panista – al ritorno del partito che per 70 anni, dalla fine della rivoluzione del 1910 al giro di boa de millennio, ha controllato, in forma di regime, ogni aspetto della vita paese. Un solo – e molto criticato – momento sembra avere acceso l’attenzione del pubblico nel corso del dibattito: la vertiginosa scollatura della “valletta” – una cover girl dell’edizione messicana di Playboy – che ha porto ai quattro candidati l’elenco delle domande. <a href="http://www.elnuevoherald.com/2012/05/09/1198972/mexico-elecciones-aburridas.html" target="_blank">Un articolo di Andrés Oppenheimer.</a></p>
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		<title>Bienvenidos a México</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Orrore senza fine in Messico. Orrore senza fondo. Domenica mattina la città di Nueva Laredo ha salutato il nuovo giorno illuminando una scena atroce: nove cadaveri, tutti deturpati da evidenti segni di torture, ciondolanti da uno dei cavalcavia della strada che porta all’aeroporto. Il giorno prima quattro giornalisti – parte di una strage che, da anni, va decimando la parte migliore dei media – erano stati assassinati a Vera Cruz…Da quando il presidente Calderón ha lanciato, cinque anni or sono, la sua guerra alla criminalità organizzata, i morti sono stati 50.000, al 90% per cento da annoverare, secondo le autorità, tra gli appartenenti ai cartelli della droga in guerra tra loro e, a loro volta, in guerra con lo Stato. Ma l’ininterrotta mattanza di giornalisti ed il crescente numero di innocenti caduti nel “fuoco incrociato” reclamano un nuovo approccio ad un problema che minaccia di divorare il paese. Da AIMO, <a href="http://www.aimdigital.com.ar/aim/2012/05/05/mexicohallan-a-nueve-narcos-colgando-de-un-puente-y-a-14-decapitados/">una cronaca degli avvenimenti di Nueva Laredo</a> e una c<a href="http://www.todoscrimenes.com/guerra-narco-mexico-cadaveres-colgando-puente-personas-decapitadas-g430018161-p2">ollezione di articoli sui più recenti casi di violenza</a> in Messico.</p>
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		<title>Yes we can 2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un discorso in Ohio – uno dei nove “swing States” che, presumibilmente, decideranno le elezioni del prossimo novembre – Barack Obama ha ufficialmente lanciato la sua campagna elettorale. Di fronte a sé ha un candidato repubblicano, Mitt Romney, straordinariamente debole e privo di carisma. Ma il suo vero avversario si chiama economia. E batterlo sarà &#8211; per un presidente uscente che, come Obama, ha a sua volta perso per strada molto del suo carisma &#8211; estremamente difficile. <a href="http://www.slate.com/articles/news_and_politics/politics/2012/05/barack_obama_officially_launches_his_presidential_re_election_campaign_.html" target="_blank">Da Slate, un articolo di John Dickerson</a>.</p>
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		<title>Mar morto</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quasi 900 delfini ed almeno 1.500 uccelli – prevalentemente cormorani e pellicani – sono stati trovati morti, nelle ultime settimane, lungo le spiagge del nordest del Perù. Per le autorità si tratta di due fenomeni non correlati: i delfini sarebbero vittime di un virus (quale non si sa), mentre gli uccelli starebbero morendo a causa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi 900 delfini ed almeno 1.500 uccelli – prevalentemente cormorani e pellicani – sono stati trovati morti, nelle ultime settimane, lungo le spiagge del nordest del Perù. Per le autorità si tratta di due fenomeni non correlati: i delfini sarebbero vittime di un virus (quale non si sa), mentre gli uccelli starebbero morendo a causa della carestia di acciughe, il loro principale alimento. Una spiegazione sommaria che non ha convinto nessuno. Come e perché quel tratto di costa del Pacifico, toccata dalla corrente di Humbolt e, da sempre, uno dei più pescosi punti del pianeta, sidi repente trasformato in un cimitero? <a href="http://www.nytimes.com/2012/05/08/world/americas/peru-has-no-answers-on-dead-dolphins-and-seabirds.html?hp" target="_blank">Un servizio del New York Times.</a></p>
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		<title>Auto da fé a Miami</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 13:05:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oswaldo “Ozzie” Guillén, manager dei Marlins di Miami dice di amare, o meglio, di rispettare Fidel Castro per la sua resistenza di fronte a quanti per oltre mezzo secolo hanno cercato di fargli la pelle. E tanto basta per scatenare – come a parti capovolte accade all’Avana – la logica infame dell’ “acto de repudio”. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/ozzie-guillen-auto-miami/203793/">Leggi tutto nel blog di Massimo Cavallini sul Fatto quotidiano</a>.</p>
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		<title>Il golpe, dieci anni dopo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 12:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati dieci anni dal tentativo di golpe che, nell’aprile del 2002, tentò di deporre il presidente venezuelano Hugo Chávez. Dieci anni che hanno visto il consolidarsi del regime chavista e d’una “mitologica” versione degli eventi di quei giorni. In realtà molti degli episodi che marcarono quei tre giorni di fuoco, dall’11 al 13 di aprile, restano avvolti nelle nebbie. Ecco qui una guida alle migliori letture sull’argomento, accompagnate da un <a href="http://www.bbc.co.uk/mundo/noticias/2012/04/120410_venezuela_aniversario_golpe_2002_personajes_jp.shtml">interessante articolo di BBC-Mundo</a> su quel sono e quel che fanno oggi i protagonisti di quel brandello di storia.</p>
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		<title>Indovina chi non viene a cena</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 22:36:15 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dilma Rousseff, presidente di un Brasile in piena crescita, è giunta in visita a Washington. Ma a per lei non vi sarà alcuna cena di gala. Perché? Per quale ragione gli Stati Uniti appaiono, contro ogni logica, ancora tanto riluttanti a concedere al più grande paese latinoamericano lo status che l’economia e la politica già gli hanno ampiamente riconosciuto? In un articolo pubblicato da <a href="http://internacional.elpais.com/internacional/2012/04/08/actualidad/1333852826_423774.html">El País di Madrid</a>, Moisés Naím spiega le ragioni (ed i pregiudizi) che ancora impediscono il pieno dispiego delle potenzialità d’una relazione a tutto tondo tra le due potenze.</p>
<p>Da leggere anche, su BBC Mundo, <a href="http://www.bbc.co.uk/mundo/noticias/2012/04/120405_brasil_usa_rivales_ar.shtml">“Brasil y EEUU: socios o rivales?”.</a></p>
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		<title>Via Crucis all&#8217;Avana</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 23:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo oltre mezzo secolo, i cattolici cubani sono tornati celebrare pubblicamente il venerdì santo. Questo aveva chiesto il papa al termine della sua recente visita. E questo – il temporaneo ritorno d’un “feriado” abolito dalla rivoluzione – ha prontamente ottenuto dal governo di Raúl Castro. Quello che invece non ha ottenuto è una partecipazione di massa alla processione della Via Crucis. <a href="http://www.bbc.co.uk/mundo/noticias/2012/04/120407_americalatina_cuba_viernes_santo_tsb.shtml">Sul tema, un servizio della BBC.</a></p>
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		<title>Trayvon, figlio di Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 17:41:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caso di Trayvon Martin, diciassettenne nero disarmato ed incensurato ucciso da un vigilante a Sanford, in Florida, è tornato a scoperchiare due dei problemi che, come malattie endemiche, affliggono l’America: il razzismo (sopito, ma sempre presente) e l’abnorme diffusione di armi da fuoco. Senza alcuna indagine e contro ogni logica ricostruzione dei fatti, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso di Trayvon Martin, diciassettenne nero disarmato ed incensurato ucciso da un vigilante a Sanford, in Florida, è tornato a scoperchiare due dei problemi che, come malattie endemiche, affliggono l’America: il razzismo (sopito, ma sempre presente) e l’abnorme diffusione di armi da fuoco. Senza alcuna indagine e contro ogni logica ricostruzione dei fatti, le autorità hanno riconosciuto a George Zimmerman, lo sparatore, la “legittima difesa”. Sarebbe accaduto lo stesso se il morto fosse stato bianco e lo sparatore nero?</p>
<p>Sul tema due post di Massimo Cavallini pubblicati da Il Fatto Quotidiano:</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/trayvon-figlio-morto-barack-obama/199749/">Il figlio morto di Barack Obama </a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/ucciso-figlio-obama-2/200265/">Chi ha ucciso il figlio di Obama?</a></p>
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