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	<title>2 Americhe &#187; Uruguay</title>
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	<description>Le due Americhe, cronache, fatti e misfatti</description>
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		<title>Marijuana di Stato in Uruguay</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 18:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uruguay]]></category>
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		</p><p>Il governo “<em>frenteamplista</em>” uruguayano ha deciso di legalizzare il commercio di marihuana. O, più esattamente: ha lanciato un programma in virtù del quale (ancora è da vedere quando e come) sarà il medesimo Stato a commercializzare, in forma monopolistica, tutti i derivati della cannabis. Questo è quel che più immediatamente risalta (e che, ovviamente, più spazio ha trovato nei media) dalla lettura dei 15 punti del “Piano strategico per la vita e la convivenza” presentato martedì scorso in una conferenza stampa dai responsabili di ben tre ministeri: Eduardo Bonomi (Interni), Daniel Olesker (Sviluppo Sociale) e Eleuterio Fernández Huidobro  (Difesa).</p>
<p>Tema centrale del Piano – non per caso preceduto, martedì sera, da un discorso alla Nazione del presidente José Mujica &#8211; è in realtà quello della “sicurezza”. Vale dire: il crescente malessere cittadino di fronte ad una criminalità sempre più diffusa e feroce, prevalentemente connessa all’espandersi dell’uso della cosiddetta “pasta base” (il crack) tra i minorenni dei ceti meno abbienti. Le statistiche dicono che l’Uruguay è, numeri alla mano, il più sicuro dei paesi latinoamericani. E, in effetti, nulla di quel che accade nella tutto sommato placida Montevideo rammenta, sia pure alla lontana, i quotidiani massacri che si consumano in varie parti del Messico, nelle favelas di Rio, o per le strade di Caracas. Ma poco importa. Le statistiche non sono mai state, notoriamente, una buona terapia contro la paura. E la gente, in Uruguay, oggi ha paura, sente in modo sempre più doloroso, sulla propria pelle, gli effetti di quello che lo stesso preambolo del Piano del governo descrive come “una frattura sociale e rottura culturale”. Non più d’un paio di settimane or sono, l’omicidio a freddo, nel corso d’una rapina, d’un cameriere del ristorante “La Pasiva”, in un quartiere della capitale, ha generato un’ondata di sdegno che s’è rapidamente trasformata in una manifestazione spontanea sotto il palazzo della Presidenza. E la campagna – organizzata dai partiti di opposizione – per un referendum che reclama l’abbassamento a 16 anni dell’età per giudicare nei tribunali ordinari i responsabili di crimini violenti ha raccolto in breve tempo ben 370.000 firme.</p>
<p>Il Piano strategico presentato martedì si propone, con tutta evidenza, come una risposta ragionata, non puramente repressiva, al problema che oggi più angustia la pubblica opinione. E – partendo da un’analisi delle cause storico-sociali del fenomeno della diffusione della droga tra i giovani &#8211; avanza una serie di proposte. Non tutte queste proposte vanno in direzione “liberalizzante” (particolarmente preoccupante appare, anzi, quella che chiede una regolamentazione dei mezzi d’informazione, dai giornali, alle tv alle reti sociali). Ma tutte sono state in qualche modo oscurate dalla scelta – effettivamente clamorosa – d’affidare allo Stato la distribuzione della marihuana. Distribuzione non “libera”, come lo stesso Mujica ha precisato ieri in un’intervista a “o Globo”, ma riservata, sulla base di ben precisi limiti di consumo, a clienti registrati.</p>
<p>Un’idea coraggiosa? Un’idea balzana? Una risposta frettolosa ed improvvisata alla pressione politico-sociale generata da un problema che il governo di sinistra – per ideologica deformazione convinto fino a ieri che quella della sicurezza fosse un’ossessione propria “de los de Pocitos”, di quelli di Pocitos, il quartiere chic di Montevideo &#8211; ha per troppo tempo sottovalutato? Tutti hanno immediatamente cominciato a rispondere a modo proprio a queste domande. Ed è certo che non mancano – anche per i molti che sono favorevoli alla piena legalizzazione della marihuana – le ragioni di perplessità. La proposta ha l’ovvio obiettivo di sottrarre al narcotraffico una fonte di reddito e, al tempo stesso, quello di rompere la catena che lega il consumo di droghe leggere alla plaga della “pasta base”. Ma esiste ancora (o è mai davvero esistita) questa catena? E, se esiste, è davvero attraverso la burocratica creazione di un monopolio di Stato (da sempre prima causa di mercato nero) che vanno combattuti i perversi effetti del proibizionismo? E quali possono essere gli effetti della legalizzazione in un solo paese?</p>
<p>Quello che tuttavia più conta è, a questo, punto, il contesto nel quale nasce la proposta uruguayana. Un contesto che il ministro della Difesa, Eluterio Fernández Huidobro, ha così molto efficacemente definito:  per noi, ha detto in sostanza, si tratta anche di “una questione di politica internazionale”. La guerra alla droga dichiarata da Nixon quarant’anni fa è finita, ha aggiunto, ed è finita con una sconfitta. È giunto il tempo di cercare altre strade. Dichiarazioni analoghe – proposte di armistizio, per molti versi &#8211; sono venute, nei mesi scorsi, da altri presidenti latinoamericani. Dal guatemalteco Otto Pérez, al colombiano Manuel Santos…</p>
<p>Qualcosa – anche se, per gli USA, la guerra continua – sta cambiando alla periferia dell’impero (quella che nella guerra alla droga ci ha messo i morti). Forse la strada intrapresa dall’Uruguay non è quella giusta. Ma vale comunque la pena cominciare a camminare…</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Maracanazo 2.0</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 13:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>
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		<description><![CDATA[…anche se più esatto sarebbe chiamarlo santafeazo. Poiché proprio A Santa Fe, nel giorno del 61esimo anniversario della storica vittoria sul Brasile nella finale dei mondiali del ’50, la nazionale uruguayana ha confermato la sua vocazione d’implacabile guastafeste, eliminando dalla Copa America l’Argentina di Messi, padrona di casa e grande favorita. L’Uruguay ha vinto ai [...]]]></description>
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		</p><p>…anche se più esatto sarebbe chiamarlo <em>santafeazo</em>. Poiché proprio A Santa Fe, nel giorno del 61esimo anniversario della storica vittoria sul Brasile nella finale dei mondiali del ’50, la nazionale uruguayana ha confermato la sua vocazione d’implacabile guastafeste, eliminando dalla <em>Copa America</em> l’Argentina di Messi, padrona di casa e grande favorita. L’Uruguay ha vinto ai calci di rigore al termine di una partita che, dopo l’espulsione del “ruso” Diego Pérez, al 30&#8242; del primo tempo, sembrava destinata a finire in una goleada a favore della <em>seleción albiceleste</em>. La quale, pur dominando gran parte della gara, non ha tuttavia fatto i debiti conti con la <em>garra charrúa</em> (il proverbiale spirito agonistico uruguayano), non sempre fonte d&#8217;un gioco esteticamente esaltante, ma capace – ogni 61 anni, o giù di lì &#8211; di produrre miracoli.</p>
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		<title>Cielito lindo&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 15:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Cavallini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;eruzione del vulcano Puyheue, nelle Ande cilene, offre immagini apocaliptiche, ma &#8211; almeno per il momento &#8211; nessun grave pericolo. Unica seria conseguenza: la temporanea chiusura degli aereoporti di Buenos Aires e Montevideo. Ecco quello che, in proposito, scrive &#8220;El Pais&#8221; di Madrid &#160; La nube de cenizas procedente del volcán Puyehue, en el sur [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
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		</p><p>L&#8217;eruzione del vulcano Puyheue, nelle Ande cilene, offre immagini apocaliptiche, ma &#8211; almeno per il momento &#8211; nessun grave pericolo. Unica seria conseguenza: la temporanea chiusura degli aereoporti di Buenos Aires e Montevideo. Ecco quello che, in proposito, scrive &#8220;El Pais&#8221; di Madrid</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nube de cenizas procedente del volcán Puyehue, en el sur de Chile, ha provocado hoy un cierto caos en el tráfico aéreo que afectó a los aeropuertos de Buenos Aires y de Montevideo, obligando a cancelar algunos vuelos, tanto internacionales como locales. Las cenizas no cayeron sobre la capital porteña o sobre el conurbano que la rodea como sí lo hicieron sobre las ciudades del sur, cubiertas desde el pasado sábado por una densa capa gris, pero el polvo en suspensión se pudo apreciar a simple vista en amplias zonas del cordón de localidades que rodea Buenos Aires, y algunos hospitales estuvieron en alerta, no tanto por el efecto directo de la ceniza como por los problemas que causa la ceniza en enfermos de asma o de otras dolencias respiratorias.</p>
<p>La erupción del volcán chileno Puyehue ha provocado ya el cierre de hasta seis aeropuertos en Argentina. La nube de ceniza viaja empujada por el viento hacia el este, como muestran las fotografías del satélite, que sigue su estela. Las poblaciones cercanas al volcán han quedado sepultadas bajo una espesa capa de cenizas que, en algunos puntos, supera los 25 centímetros de grosor.Se espera que la nube de ceniza llegue a Buenos Aires, aunque ya muy dispersa y sin peligro, ni para la población, ni para la aviación. &#8211; AGENCIA ATLAS</p>
<p>La situación es más preocupante en la Patagonia, incluidas algunas de las zonas turísticas más importantes del país, donde está bien entrado el otoño austral y donde las temperaturas, a mediodía, no superan los cinco grados centígrados. La ceniza, según declaró en la televisión el gobernador de la provincia de Neuquén, Jorge Sapag, no es tóxica, pero sí contiene elementos corrosivos, por lo que en algunas localidades se interrumpió el suministro eléctrico y el de agua potable.</p>
<p>Por ejemplo, en Bariloche, un extenso municipio de 150.000 habitantes, y en Villa Angostura, afectados por los cortes de luz y de agua, se suspendieron las clases, se decretó &#8220;asueto laboral&#8221;, excepto para los servicios de emergencia, y se recomendó a los habitantes que no salgan de sus domicilios o que, si están obligados, lo hagan con protección, como mascarillas o gafas que eviten el contacto con las cenizas.</p>
<p>El tráfico rodado privado también tuvo que interrumpirse por el volumen que alcanzaron las cenizas, que llegaron a convertir el hermoso y enorme lago de Nahuel Huapi, famoso por su intenso color azul, en una mancha grisácea. La erupción del Puyehue, que empezó el pasado sábado, y que ha obligado a evacuar hasta ahora a cerca de 4.000 personas en Chile, donde rige el estado de emergencia, levantó una extensa nube de polvo y cenizas que, poco a poco, fue extendiéndose hasta afectar, en distinto grado, a 10 provincias andinas, donde también hubo que cerrar buen número de aeropuertos locales. La situación en el sur mejora o empeora según la fuerza de la erupción y la dirección cambiante del viento, pero sigue siendo calificada por las autoridades locales de &#8220;preocupante&#8221;.</p>
<p><strong>Atentos al viento</strong></p>
<p>Las autoridades argentinas no esperan que la nube afecte directamente a Buenos Aires, según declaró el responsable del Consejo de Emergencias de la provincia, Jorge Echarrán, aunque todo dependerá finalmente de los cambios en la dirección del viento. La Administración Nacional de Aviación Civil y la Secretaría de Transporte ha anunciado esta noche que se encuentran abiertos y operables los aeropuertos más cercanos a la capital argentina: el <a href="http://www.aa2000.com.ar/32a.aspx" target="_blank">Aeropuerto internacional &#8220;Ministro Pistarini&#8221; (Ezeiza)</a> y el &#8220;Jorge Newbery&#8221; (conocido como Aeroparque). En tanto, el aeropuerto de Bariloche permanecerá cerrado hasta el 21 de junio próximo.</p>
<p>Según datos meteorológicos, la nube se desplaza a unos 7.000 metros de altura y afecta a un área muy amplia, por lo que hace peligrosos los desplazamientos aéreos, pero, de momento, no dificulta la vida normal de la población.</p>
<p>Entre los vuelos suspendidos o que han sido reprogramados figuraban los transatlánticos de <a href="http://www.iberia.com/?market=ES" target="_blank">la compañía Iberia</a> y los internacionales y locales de <a href="http://www.aerolineas.com.ar/arg/main.asp?idSitio=AR&amp;idPagina=68&amp;idIdioma=es" target="_blank">Aerolíneas Argentinas</a>, <a href="http://www.austral.com.ar/austral/index.asp" target="_blank">Austral</a>, <a href="http://www.lan.com/es_ar/sitio_personas/noticias/noticias/lan-informa-estado-de-sus-vuelos-desde-argentina" target="_blank">Lan</a>, <a href="http://www.tam.com.br/b2c/vgn/v/index.jsp?vgnextoid=116f09f1157f2210VgnVCM1000000b61990aRCRD" target="_blank">Tam</a>, <a href="http://es.delta.com/index.jsp?lang=es&amp;loc=es" target="_blank">Delta</a>, <a href="http://www.united.com/" target="_blank">United</a> y <a href="http://www.voegol.com.br/Paginas/home.aspx" target="_blank">GOL</a>, por lo que se aconsejaba a los viajeros con vuelos programados con dirección o con salida en Chile, Argentina, Uruguay y Paraguay que consultaran los horarios, ante la posibilidad de que el espacio aéreo continuara afectado.</p>
<p>&nbsp;</p>
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