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Don, caudillo made in USA

“…La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. E Dio disse: ‘Sia la luce!’. E la luce fu…”Non è dato sapere se proprio da qui, dal libro della Genesi, sia partito Donald J. Trump, 45esimo presidente degli Stati Uniti, per stilare il suo discorso […]

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Una tira l’altra

Ci fu negli Usa un tempo – un tempo che sempre più assomiglia a quello del “c’era una volta” delle favole – nel quale era assolutamente necessario per diventare presidente, essere o quantomeno apparire “presidenziale”. Vale a dire: era necessario, per chiunque ambisse alla Casa Bianca, muoversi, parlare e comportarsi, almeno formalmente, con la sincerità, […]

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Figlio d’orango

Molti dei “trumpisti” (pre-marcia o acquisiti) che hanno con i loro commenti onorato il mio precedente post, hanno a quanto pare preso assai male (direi con certa isteria) una specifica parte del mio scritto: quella nella quale facevo rilevare come, con il trionfo di Trump negli Usa (o, più propriamente nell’Usastan) avessero “vinto le scimmie”. […]

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Trump, the Usastan president

“America becomes a Stan”, recitava giorni fa, sul New York Times, un commento del premio Nobel per l’economia Paul Krugman. L’America diventa uno “stan”. “Stan” è, ovviamente, il suffisso – derivato dal termine che, nell’antica Persia, stava per terra, paese – col quale si chiude il nome di molte delle nazioni (perlopiù tristi ed irrisolte […]

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Trumpzilla alla Casa Bianca

Molti (e tra questi chi scrive) avevano, lungo questa interminabile campagna elettorale, pensato che fosse un incubo, una di quelle storie che – avete presente l’interminabile serie dedicata al diabolico Freddy Krueger di Elm Street? – tante volte ci hanno regalato i più classici film dell’orrore. Il “mostro” sembra – una, due, dieci volte nell’incedere […]

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…e Don perse la faccia

Guidata da due timonieri che – sia pur per molto diverse ragioni – battono ogni record di impopolarità, la malandata barcaccia delle elezioni presidenziali Usa continua a navigare in acque inesplorate (”uncharted waters”, come vanno da queste parti ripetendo politologi e sondaggisti). E quel che accadrà di qui a novembre resta più che mai imprevedibile. […]

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