Pompeo, ovvero: il ritorno dei “neocons”

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L’ignoranza e l’improvvisazione – entrambe manovrate da un patologico narcisimo – sono notoriamente le due principali (e forse uniche) virtù della politica estera di Donald Trump, presidente della più poderosa Nazione del pianeta. Nell’ovvia incertezza e nelle altrettanto ovvie contraddizioni di questa politica – che un giorno promette “fuoco e furia” al Nord Corea ed il giorno dopo accetta, a brevissima scadenza, un incontro vis-a-vis con Kim Jong Un – emerge tuttavia una inquietante e chiarissima novità. Con la nomica di Mike Pompeo alla carica di segretario di stato – i neocons sono tornati nella stanza dei bottoni. Le idee – ricordate la “guerra infinita” di George W. Bush – che hanno regalato al mondo l’intervento militare in Iraq, ora al servizio di un presidente impreparato ed impulsivo ben oltre tutti i record (che a sue tempo parevano imbattibili) della coppia Bush-Cheney. C’è da rabbrividire….

Clicca qui per leggere l’articolo scritto sul tema da Jefferson Morley per Alternet

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