Storie dal paese dei terremoti

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“Cronache Cilene” è l’ultimo libro scritto da Gabriella Saba – corresponsabile della fattura di questo blog – per la collana Zazie del trimestrale Reportage. Ecco come l’autrice ne racconta la nascita ed il senso.
Questo e-book della collana Zazie del trimestrale Reportage (curata dalla bravissima Maria Camilla Brunetti) intende offrire un ritratto del Cile, piuttosto discorsivo, attraverso fatti, personaggi, quotidianità che ho seguito e conosciuto negli ultimi dieci anni: nel corso dei tre anni in cui ho vissuto nel Paese e durante le periodiche “visite” cilene degli anni successivi. Partendo dal terremoto del 27 febbraio del 2010 che ha colpito undici delle sedici regioni del Cile tra cui quella in cui vivevo io con una potenza tra gli 8,2 gradi e gli 8,8, racconto un Paese che a quei terremoti, e i generale alla grandiosità degli eventi naturali deve, nel bene e nel male, gran parte della sua mentalità, delle sue manie, dei suoi sogni. Il libro è diviso in dieci capitoli, dedicati ciascuno a un fenomeno o un personaggio: dalle interviste ai familiari delle vittime del paesino di Paine, dove il regime di Pinochet ha sperimentato le prime e più crudeli forme di repressione a danno di contadini innocui, e dove da un giorno all’altro i carabinieri amici di famiglia e gli stessi vicini si sono trasformati come spesso succede nei peggiori carnefici di ragazzi con cui giocavano a carte tutti i giorni. Al nipote guru buddista di Pinochet che spera nella reincarnazione del nonno e sogna un mondo più spirituale di quello in cui viviamo. Al coraggio e alla tigna di molti giudici, fotografi, giornalisti, operatori dei diritti umani. A quel fenomeno tipicamente cileno che sono i cuicos, i discendenti ricchi degli europei, le grandi famiglie di origine per lo più basca spagnola che abitano nei quartieri alti, tutti bianchissimi e spesso con gli occhi azzurri (più vivi in alto e più sei cuico), e al razzismo-classismo feroce quanto ridicolo. All’architetto che sta studiando di realizzare il tunnel più lungo del mondo per risolvere il problema dell’accesso al mare per cui Bolivia e Cile sono ai ferri corti dalla fine della Guerra del Pacifico. Al cartuchismo, la bacchettonaggine per cui il Paese è famosa in tutto il subcontinente, ma anche alla ironia con cui giovani e geniali registi cercano di combatterla. Alle surreali spiegazioni sull’abitudine di non presentarsi agli appuntamenti senza avvisare perché “noi cileni abbiamo una autostima cosi bassa che pensiamo che se non ci presentiamo nessuno se ne accorge”. A quel capitolo infernale della storia cilena che è la ex Colonia Dignidad, attraverso i racconti degli ex abusati del pedofilo pinochetista e nazista Paul Schäfer, e le interviste a quelli che ancora ci vivono. Alle gioie del consumismo sfrenato grazie agli acquisti in un numero infinito di rate, tanto che quando vai alla cassa a pagare una maglietta da quindici euro ti chiedono in quante rate e con quale carta di credito. Ai giovanissimi deputati e militanti del Frente Amplio, tutti cervelloni delle migliori università benché alquanto ingenui, che sognano un Paese più equo di quello in cui Pinochet ha privatizzato tutto, dalle scuole alle pensioni alla salute.
Il libro può essere acquistato qui:

Cronache cilene

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