“Danni collaterali” in Honduras

L a guerra, o meglio, quella sua specifica variante che va sotto il nome di “guerra della droga”, è arrivata nella Misquito Coast. E come ogni guerra ha portato con sé quelli che i militari usano chiamare “danni collaterali”. Ovvero: morti innocenti, vittime civili cadute nel fuoco incrociato tra trafficanti e forze dell’ordine. Così come accaduto lo scorso 11 maggio lungo le sponde del fiume Patuca, dove, nell’oscurità che precede l’alba,  truppe di élite honduregne, partite da una delle tre basi di recente stabilite dagli Usa nella zona, hanno attaccato, da un elicottero, imbarcazioni usate da narcotrafficanti per il trasporto di cocaina. L’operazione è stata coronata da un “pieno successo”, testimoniato dal sequestro di quasi mezza tonnellata di “polvere bianca”. Ma non tutte le vittime registrate nei bollettini di guerra erano parte della battaglia….

Per approfondire, 2Americhe propone la lettura dei seguenti articoli:

“War on drugs comes to the Misquito Coast”, scritto da Larry Burns, direttore del Council for Hemispheric Affairs.

“Lessons of Iraq Helps US to Fight Drug War in Honduras” di Tom Schanker, dal New York Times

“Drug Trafficking and Raids Stir Anger in the Misquito Coast”, reportage dai luoghi della tragedia di Damien Cave, sempre per il New York Times.

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