Noguera, “uribismo” alla sbarra

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COLOMBIA – La Corte Suprema di Giustizia della Colombia ha ieri condannato a 25 anni di carcere Jorge Noguera, già capo del DAS (Departamento Administrativo de Seguridad) durante il primo governo Uribe. E basta scorrere l’elenco delle accuse per comprendere come, ben al di là delle responsabilità individuali dell’imputato – le uniche che processualmente contassero – alla sbarra vi fosse, in effetti, l’intero “uribismo”. Ovvero: l’intero sistema di potere che, per otto anni (tanti quanti è durato il governo Uribe), ha dominato la vita politica colombiana. Un sistema le cui radici in realtà affondano, ben oltre la contingenza dell’uribismo, nella lunga e tenebrosa storia della “violencia” colombiana. Jorge Noguera è stato condannato – volendo andare alla sostanza d’una vicenda criminale molto complessa – per avere lavorato insieme al Bloque Norte delle AUC (Autodefensas Unidas de Colombia), una delle più feroci tra le organizzazioni paramilitari che nell’ultimo mezzo secolo hanno insanguinato la Colombia, per assassinare sindacalisti e leader politici della sinistra. Noguera fu, nell’anno del Signore 2001, l’uomo che diresse la campagna elettorale di Álvaro Uribe proprio nel Nord-Est del paese, nella zona dominata dalle bande armate di Rodrigo Tovar Pupo, meglio noto come Jorge 40. Ed a campagna vittoriosamente conclusa venne dal nuovo presidente nominato capo dei servizi segreti (in quegli anni usati, come rivelato in un altro processo, per intercettare illegalmente i telefoni dei parlamentari d’opposizione).

Nell’approssimarsi d’una sentenza di condanna che la quantità di prove accumulate preannunciava inevitabile, Álvaro Uribe si è scusato con i colombiani per aver commesso l’errore di affidare a Noguera, poi rivelatosi un criminale, il delicatissimo incarico di capo del DAS. Ma del tutto evidente è come quella nomina sia stata l’esatto opposto d’un “errore”. Noguera, uomo-ponte tra istituzioni e paramilitarismo era, in effetti, la più perfetta delle scelte, il personaggio ideale per dirigere i servizi di sicurezza d’uno stato che con la violenza “antisovversiva” delle squadre paramilitari è sempre vissuto in una condizione di simbiosi. Con l’avvento al potere di Uribe, narrano inequivocabilmente cronache ormai prossime ad esser Storia, questa simbiosi ha vissuto un’auge mascherata da “processo di pace”.

2Americhe già ha scritto in abbondanza sul tema (vedi, tra gli altri “Colombia: pace in terra agli uomini di cattiva volontà”, di Gabriella Saba  e “Se questo è un uomo, squartalo”, sempre di Gabriella Saba). Ed ha anche ampliamente analizzato le ragioni che, dopo il fallimento del processo di pace del Caguán, , con la complicità delle FARC, hanno portato al trionfo elettorale di Uribe (vedi, in particolare: “La Colombia dice basta”, di Massimo Cavallini).

Ma chi voglia conoscere in dettaglio tutti i risvolti (ed il significato complessivo) della turpe vicenda di Jorge Noguera, deve assolutamente leggere i servizi dedicati al tema da Verdadabierta.com un sito che si occupa priprio dei crimini delle organizzazioni paramilitari colombiane ed alle loro connessioni con gli apparati di Stato.

Los crimenes de Jorge Noguera

La lista negra del DAS

El proceso de Jorge Noguera

Noguera, espia de los paras?

Los ‘paras’ y el DAS

 

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